Quando ricorrono le condizioni per l’ammissione di un soggetto al gratuito patrocinio, le spese legali che sarebbero a suo carico vengono pagate dallo Stato. Naturalmente, non tutti possono essere ammessi a questo beneficio, ma devono ricorrere alcuni presupposti, indicati dalla L. n. 134/2001. In primo luogo, vi sono dei requisiti di reddito: può essere ammesso al gratuito patrocinio chi non ha superato il limite di reddito indicato dalla legge, fissato per l'anno 2010 in Euro 10.628,16.
In secondo luogo, per quanto riguarda i procedimenti civili è necessario il vaglio preventivo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati del luogo che valuta la fondatezza della richiesta del soggetto: potrebbe dunque essere negato il gratuito patrocinio per quelle cause ritenute prive di ogni fondamento giuridico.
Il gratuito patrocinio non va confuso con la difesa d’ufficio: in quest’ultima, infatti, l’avvocato è nominato dallo Stato (mentre nel gratuito patrocinio potrebbe essere anche scelto dall’interessato), e rimane l’obbligo per il soggetto di retribuirlo, salvo che ricorrano le condizioni per la sua ammissione al gratuito patrocinio, e che ne faccia richiesta. Inoltre l’avvocato d’ufficio viene nominato solo nei procedimenti penali, laddove è necessario garantire all’indagato/imputato l’assistenza di un legale, e la sua nomina è valida finchè la persona non decida di nominare un avvocato di fiducia.
Inoltre teniamo conto del fatto che la Cassazione ha anche di recente ribadito (con la sentenza 12 ottobre 2010, n. 36362) che coloro i quali intendono usufruire del gratuito patrocinio devono sommare ai propri redditi anche gli eventuali redditi provenienti da risorse di qualsiasi natura, di cui il richiedente disponga, come gli aiuti economici (significativi e non saltuari) a lui prestati, in qualsiasi forma, da familiari non conviventi o da terzi.
Ciò significa che ai fini della valutazione dei requisiti reddituali per l'ammissione al gratuito patrocinio non rilevano esclusivamente i redditi imponibili per il fisco, bensì anche gli altri introiti a qualunque titolo percepiti dal richiedente (ad esempio anche un'eventuale indennità di accompagnamento).
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